“La nuova legge sulla cultura è una misura necessaria per superare quell’approccio basato sulla discrezionalità finalizzata alla costruzione del consenso e sull’erogazione di finanziamenti a pioggia senza un disegno organico di vera politica culturale che ha caratterizzato la gestione della Regione fino ad ora.

Si tratta di un secondo significativo passo in avanti sul percorso già intrapreso dalla maggioranza con la finanziaria 2013 che ha drasticamente ridotto il numero delle associazioni finanziate in tabella e fissato una prima bozza di criteri oggettivi per la valutazione della qualità dell’offerta culturale proposta dagli attori regionali.”

Lo ha dichiarato Giulio Lauri, Presidente del Gruppo di Sinistra Ecologia Libertà in Consiglio regionale, intervenendo in V commissione nel corso della discussione preliminare alla discussione delle legge.

“Il provvedimento presentato dalla Giunta, introducendo i due binari del finanziamento triennale e dei bandi annuali per tutti i settori, assicura al sistema la permeabilità in ingresso che permette anche ai soggetti piccoli e giovani di misurarsi con le capacità progettuali, pianificando il proprio percorso di crescita, e quella in uscita che impedisce le rendite di posizione, sottoponendo anche i soggetti attivi da più tempo alla valutazione oggettiva e costante del loro operato.”

“Bisogna promuovere la visione che la cultura, oltre a rafforzare i legami sociali, rappresenta soprattutto una concreta occasione di ricostruzione di nuovi pezzi di economia immateriale; è quindi necessario ridurre il precariato di chi fa dell’arte e della cultura il centro della propria attività lavorativa principale e assicurare condizioni di lavoro dignitose per le risorse umane impegnate nel settore.

“L’introduzione del documento triennale di programmazione culturale, se redatto con un criterio partecipativo che preveda momenti di ascolto periodici degli operatori, è un’altro strumento che permetterebbe di realizzare interventi realmente ispirate a quei principi di internazionalizzazione, ricerca, formazione e innovazione che sono enunciate nei primi articoli della legge.”

“In vista dell’approvazione definitiva in aula,” – conclude Lauri – “lavoreremo per migliorare e arricchire il testo, perchè non si riduca ad una riorganizzazione, per quanto giusta e condivisibile, del sistema di gestione ma uno strumento per ridisegnare profondamente la nuova politica culturale del Friuli Venezia Giulia.”

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