Di seguito il comunicato diramato dal Consigliere Stefano Pustetto.

Fino a qualche tempo fa essere stati eletti in un consiglio comunale, provinciale, regionale oppure al parlamento nazionale era titolo crescente di merito e il cittadino cui venivano affidate funzioni pubbliche doveva (avrebbe dovuto) per questo “adempierle con disciplina ed onore” (art 54 della costituzione).

E’ mia opinione che, fra le tante le cause che di questi tempi hanno svilito il ruolo del politico, tanto da rendere difficile o per lo meno imbarazzante comunicare ad occasionali interlocutori la propria carica elettiva, la più importante sia la non credibilità delle nostre affermazioni.

Per questo motivo la Politica, quella seria, deve avere il coraggio di dire sempre e comunque la verità anche quando scomoda, quando cioè le scelte che vengono fatte andranno a penalizzare questa o quella categoria o gruppo dei nostri concittadini.

Ho fatto questa breve premessa perché trovo del tutto corretta la valutazione del capo dell’ufficio legislativo del ministero della salute, Maurizio Borgo (vedi Messaggero Veneto del 2.1.2015 http://messaggeroveneto.gelocal.it/udine/cronaca/2015/01/02/news/fvg-roma-declassa-quattro-ospedali-1.10595129) che declassa gli ospedali di Maniago, Gemona, Cividale e Sacile a strutture territoriali e pertanto chiede che venga tolta la denominazione, a questo punto fuorviante, di “Ospedale”, termine questo che prevede standard ben precisi.

L’assessore ha spiegato perché le considera ancora strutture degne della qualifica di “Ospedali” e che per tali motivi non intende modificare la denominazione così come formulata.

Voglio ricordare come la legge preveda che nell’ “Ospedale di Comunità” vengano ricoverate persone che NON necessitano di ricovero ospedaliero ma che per motivi logistici non possono restare al proprio domicilio. Nell’ospedale di Comunità questi pazienti verranno seguiti da personale infermieristico e dai propri medici di base analogamente a quanto già accade nelle RSA.

Sempre in base alla legge nazionale, la trasformazione di un Pronto Soccorso in punto di Primo Intervento fa sì che quest’ultimo non possa eseguire ricoveri e di conseguenza i reparti di medicina di Cividale, Gemona, Maniago e Sacile sono condannati alla chiusura.

Il lasciare in modo del tutto indefinito il ruolo e le funzioni di Gemona, Cividale, Maniago e Sacile vuol dire condannare, a priori, queste strutture ad una lenta agonia perché nessun Direttore Generale farà degli investimenti in quella direzione se non su preciso mandato politico cosa, questa, che proprio la politica non ha voluto mettere nero su bianco.

Per gli addetti ai lavori è del tutto evidente che queste trasformazioni verranno fatte in modo tale da poter sfuggire ai più e limitare le proteste, ma negare l’evidenza e tradire quanto fin qui promesso non farà che ridurre la già scarsa credibilità di cui noi politici godiamo.

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