“Apprendiamo dai giornali che il Consiglio dei ministri ha impugnato la legge regionale 4/2015 sulle DAT con la motivazione che invade le competenze esclusive dello Stato in merito di ordinamento civile e di tutela della salute, ha affermato Stefano Pustetto, Consigliere regionale di Sel e primo firmatario del testo, all’ indomani dello stop del Governo.  “Allo stato attuale delle cose, altro non è dato sapere, e pertanto non è possibile replicare in modo puntuale ai rilievi mossi dallo Stato, ma alcune considerazioni sorgono spontanee”, continua Pustetto. “Non essendo in possesso della sentenza integrale non discuto della sua incostituzionalità. Di certo è una legge meramente amministrativa, che istituisce un registro unico per le Dichiarazioni Anticipate di Trattamento, così come hanno fatto in forma autonoma, numerosi comuni della Regione (tra i quali Udine, Trieste, Pordenone), che da soli rappresentano il 40% della popolazione. Da qui la necessità di codificare e dare omogeneità ai dati in un ente quale l’Azienda Sanitaria rappresenta”. “L’ Italia, sottolinea Pustetto, è uno dei pochi Paesi in Europa che non ha dato risposta alle richieste dei cittadini. Il vulnus è l’assenza della politica a livello nazionale che non ha voluto/potuto normare un tema attuale come quello del fine vita. Tra l’altro la legge non obbliga nessuno a rilasciare un Dat”.

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