“E’ vero che la sentenza del Tar del FVG dando torto ad Alfano impedisce ai Prefetti di cancellare le trascrizioni dei matrimoni gay contratti all’ estero e che questo è positivo, ma è vero anche che quella sentenza non fa che passare semplicemente la palla alla Procura e questo per lo Stato di diritto è una sconfitta”, afferma Giulio Lauri, Capogruppo di Sel in Consilio regionale, commentando la decisione resa nota ieri, a margine del Convegno “I diritti delle persone LGBT”, tenutosi a Trieste, nel quale è emerso quanta strada debba ancora fare l’ Italia per la tutela dei diritti delle persone LGBT, e contro le discriminazioni fondate sull’ orientamento sessuale e l’ identità di genere. “Lo Stato continua a non legiferare, così come sta accadendo con il testamento biologico, e questo vuoto normativo non tiene conto del cambiamento culturale in atto nella società civile sulle unioni omosessuali. Mentre la società corre avanti, la politica inspiegabilmente decide di stare ferma”. “Dal confronto con gli altri Paesi europei, ha concluso Lauri, rileviamo quanto l’Italia sia in ritardo rispetto ad una risposta coraggiosa e chiara su questi temi. La scelta di trascrivere all’ Anagrafe il matrimonio tra cittadini dello stesso sesso, da parte dei Sindaci Cosolini ed Honsell, persegue la strada del riconoscimento dei diritti su cui, innanzitutto, lo Stato deve impegnarsi, evitando che debbano essere seguite altre strade surrettizie per svolgere un compito che è di pertinenza dello Stato”.

 

 

 

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