“Avevamo affermato più volte nelle settimane scorse che in sede di esame in commissione il piano sarebbe stato modificato e così è stato"

“Il lavoro di ascolto del territorio e di confronto con l’assessora Telesca da parte mia e di Moretti è stato di valore e ha dato i suoi buoni frutti”, ha affermato il consigliere regionale di Sel, Alessio Gratton, a seguito dell’approvazione del piano delle emergenze.

“Avevamo affermato più volte nelle settimane scorse che in sede di esame in commissione il piano sarebbe stato modificato e così è stato. Dagli ultimi confronti avuti con l’Assessora, grazie anche alle audizioni, avevamo avuto precise garanzie sul mantenimento dei servizi a Grado, motivato con le ragioni che sono ormai note. Ieri ne abbiamo avuto conferma.” è quanto fanno sapere i Consiglieri regionali Gratton (Sel) e Moretti (PD).

“Non possiamo che esprimere soddisfazione e un sincero ringraziamento alla Giunta per aver saputo cogliere delle istanze oggettive provenienti dal territorio: la particolare posizione geografica di Grado con due sole strade di accesso, la sua grande estensione territoriale con la necessità anche degli interventi in laguna, la sua vocazione ad un turismo sanitario – che nei prossimi tempi verrà implementato con la riapertura dell’ospizio marino e l’avvio della realizzazione delle nuove terme-, e la necessità di dare copertura a Monfalcone nel momento in cui le sue ambulanze dovessero essere impegnate, sono solo alcuni elementi che hanno fatto sì che il piano regionale dell’emergenza\urgenza venisse modificato.” continuano Gratton e Moretti.

“È un risultato importante, che dimostra come un confronto serio e basato su argomentazioni valide, non relegato ad una difesa a oltranza legata esclusivamente a sterili campanilismi, abbia potuto far cambiare l’iniziale idea della Giunta regionale sul Basso Isontino.”

“Considerato infine, che Grado sarà una delle prime sedi in regione in cui verrà istituito il CAP (Centro di Assistenza Primaria), e premesso che il servizio dell’ambulanza non viene messo in discussione – ha concluso Gratton – un ragionamento dovrà necessariamente essere fatto sul PPI (Punto di Primo Intervento). Benché ancora a livello embrionale, sarà necessario aprire un confronto per garantire: da una parte la piena operatività del CAP come nelle intenzioni della riforma sanitaria, e dall’altro permettere una sorta di integrazione tra CAP e PPI in modo da poter offrire un adeguato servizio ai cittadini mantenendo sul territorio le professionalità attualmente impegnate.”

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