“L’inquinamento del terreno dei giardini a Trieste esiste ed è un problema serio, secondo i tecnici riconducibile a fattori di inquinamento diversi: bisogna affrontarlo senza strumentalizzazioni, individuando invece le misure di prevenzione e protezione più efficaci con un accordo fra tutti gli Enti coinvolti. Per intanto è innegabile che Trieste è una delle prime città in Italia dove analisi di questo tipo sono state realizzate e di questo bisogna ringraziare in Comune l’Assessore Laureni, il Sindaco Cosolini e tutta l’amministrazione uscente e in Regione la maggioranza di centrosinistra.”
Lo ha dichiarato Giulio Lauri Consigliere regionale di Sel per il FVG, intervenendo oggi in IV Commissione durante l’audizione sui terreni inquinati dei giardini pubblici in provincia di Trieste.
“Sui terreni inquinati dei parchi pubblici prima nessuno aveva mai fatto niente”- ha continuato Lauri- “per questo non sono accettabili le strumentalizzazioni dell’opposizione: né quelle di coloro i quali in campagna elettorale hanno più volte alimentato le paure dei cittadini, né quelle di coloro i quali accusano il centrosinistra di essere stato troppo attento all’occupazione negli stabilimenti industriali e poco alla salute della popolazione. Non è così e i fatti lo dimostrano, a cominciare da questi studi mai compiuti prima.”
“Conoscere il problema è il primo passo per risolvelo: i dati raccolti da ARPA e le valutazioni qualitative e quantitative che ne sono discese devono essere patrimonio condiviso da parte di tutti e non oggetto di continue strumentalizzazioni: quei dati al momento dicono che l’inquinamento dei terreni è mutlifattoriale e cioè che non dipende solo dagli impianti industriali, ma anche da altre fonti a cominciare dal traffico portuale, dal riscaldamento domestico e dal traffico veicolare.”
Lauri infine ha risposto a Riccardi che chiedeva all’Assessore un piano B rispetto alla chiusura della Ferriera: “Non è il centrosinistra ma sono le opposizioni che devono dire alla città e ai lavoratori qual è il piano B se un giorno si chiuderà la Ferriera. Innanzitutto su quello occupazionale: quali opportunità di lavoro si proporranno alle centinaia di lavoratori che perderanno il posto?” ha incalzato Lauri, rivolgendosi a Riccardi e a Ussai.
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