“E’ innegabile che le imprese abbiano abusato dei voucher: da strumento di lavoro occasionale per poche categorie, sono diventati in molti casi l’unica forma di lavoro conosciuta per una platea vasta di lavoratori a cominciare dai giovani. Per questo tre milioni di firme sacrosante, per questo poi lo stop. Peccato che oggi non sia però contemplato il modo con cui ricorrere al lavoro occasionale, e di questo in una società complessa c’è necessità. Governo e Parlamento ora dovranno rimediare perché ancora una volta si è passati da un eccesso all’altro.”
Lo ha dichiarato Giulio Lauri, Consigliere di SEL per il FVG, intervenendo oggi in aula nel dibattito sulle 3 mozioni che chiedevano alla Giunta ad intervenire sul Governo per trovare una soluzione al vuoto normativo lasciato dall’abolizione totale dei voucher.
“E’ la quantità che distingue l’uso regolare dall’abuso e in questo caso i dati del Rapporto Uil 2016 parlano chiaro: nel 2008, anno in cui sono i voucher sono stati introdotti quale strumento per far emergere il nero e regolarizzare situazioni emergenziali e transitorie, sono stati venduti 535.985 voucher mentre nel 2016 siamo arrivati a più di 145 milioni. Se leggiamo i dati sui settori merceologici di utilizzo, quelli per cui sono stati concepiti quali giardinaggio e lavori domestici (4,2%), manifestazioni sportive e culturali (3,8%), lavori agricoli (1,9%) ritroviamo cifre marginali se invece andiamo su ambiti quali turismo (15,2%), commercio (16,2%) e altri settori (42,2%) le cifre crescono in maniera incontrollata. Incrociando il dato riguardante l’età media che si è drasticamente abbassata, passando da over 50 a under 29 ci rendiamo conto che c’è un’intera generazione che non ha conosciuto altra forma di retribuzione e questa” – ha concluso Lauri – “è una vera e propria tragedia.”

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